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Balsorano (AQ) Il paese, posto nella Valle del Liri, deriva il suo nome dall'antico toponimo Valle Sorana. L’imponente Castello Piccolomini, edificato su uno sperone roccioso e circondato da unna lussureggiante vegetazione, domina dall’alto l’abitato. Il maniero venne fatto costruire nel 1470 per volere del nobile Antonio Piccolomini, nipote di Papa Pio II. La struttura ebbe soprattutto funzione residenziale e quasi cancellò la precedente fortificazione militare. Balsorano fu feudo di Ruggero d'Albe nel 1173. Balsorano continuò a far parte della Contea d'Albe fino al XIII secolo. Nel XIV secolo il feudo fece parte della Contea di Celano. Nel 1463 re Ferrante D’Aragona investì della Baronia di Balsorano ad Antonio Piccolomini insieme alla Contea di Celano. Il castello appartenne alla potente casata Senese fino agli inizi del XVIII secolo. La proprietà in seguito passò al Barone Testa. Nel 1850 il barone Tiberio Testa Piccolomini vendette terre e castello al Conte Carlo Lefebvre, ricco possidente francese, che avviò una cospicua attività di produzione della carta proprio lungo la valle. Nel 1915 sia il paese che il castello subirono la radicale distruzione in seguito allo spaventoso sisma che colpì la zona del Fucino. Nel 1930, in un ambito ancora desolante di distruzioni, il castello, ormai disgiunto dai diritti feudali del territorio, veniva acquistato dai Fiastri Zanelli. La struttura venne restaurata con pesanti rimaneggiamenti in stile neogotico. Dal 1960 il castello non era più di proprietà dei Fiastri-Zannelli. Attualmente l’antico edificio ospita uno scenografico albergo – ristorante. Archivio: |
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