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Valvasone (PN)

Le origini di Valvasone risalgono all’età romana. Questa località, infatti, sorgeva all’incrocio di due vie romane molto importanti: La via Postumia che da Oderzo passava anche per Valvasone, per poi andare a Codroipo ed Aquileia; La via Giulia che da Concordia percorreva verso Casarsa, Valvasone e giungeva fino alle montagne della Carnia. Anche il castello testimonia queste antiche origini romane, avendo esso delle caratteristiche molto simili alle strutture di difesa e di avvistamento di quei tempi. Una tradizione del posto, testimoniata dal notaio Ottobono nel 1200, narra come la Chiesa di San Pietro fosse stata fondata su un tempietto romano dedicato a Giove. Anche l’origine del nome di Valvasone, tra le sue ipotesi, vede quella legata al nome del suo fondatore, nel 132 a.C. Volusonio o Valvisonio, cittadino romano avrebbe dato origine alla cittadina. Ma il periodo più importante in assoluto per Valvasone è stato il Medioevo. In questo momento, infatti, il castello, le chiese e la cittadina in sé prendono forma. Tra le varie ipotesi sull’origine del nome di Valvasone, molto controverse e ancora incerte, vi è una legata al germanico del periodo medievale, ossia wolf lupo. Valvasone, quindi, come terra del lupo, che tra l’altro si può vedere negli stemmi delle nobili famiglie di feudatari che all’epoca amministravano la cittadina. Il lupo nero (famiglia Valvasone) e il leone rosso (famiglia Cucagna) si vedono tuttora sui muri di quelle che erano le antiche stalle e magazzini del castello e che si trovano a lato della facciata del castello stesso. I signori che dominavano dal 1100 al 1200, imparentati con la famiglia Sbroiavacca, amministravano per conto del patriarca di Aquileia (vescovo di Aquileia diventato per volere dell’imperatore signore del ducato del Friuli) Valvasone, Arzene, San Martino e Sedegliano, quest’ultimo al di là del Tagliamento. I signori di Valvasone, inoltre, avevano anche un particolare privilegio e cioè quello di scegliere il parroco per la loro chiesa (giuspatronato). Dalla fine del 1200 una nuova famiglia di nobili i Valvason-Cucagna, amministrarono Valvasone per molti anni. Durante questi anni la cittadina era diventata molto importante e quindi doveva estendersi oltre il castello e oltre la prima cinta di mura (il primo nucleo di mura comprendeva Piazza Castello fino ai palazzi del Conte Eugenio). Fuori dalle mura, nacquero così altri borghi dove abitava la popolazione che lavorava la terra o aveva attività artigianali. Nel 1420 circa Venezia conquista il Friuli, ma la dinastia dei Valvasone rimase al suo posto, anche se alcuni poteri gli vennero tolti. Dal 1500 al 1700 la vita si svolgeva come di consuetudine. Ci furono però alcuni momenti difficili come la rivolta contadina nel 1511 contro i signori e la difficoltà di arginare le acque del Meduna e del Tagliamento che mettevano in serio pericolo uomini e coltivazioni. Nel 1797 le armate di Napoleone vinsero la battaglia sul Tagliamento contro le truppe austriache. Napoleone fece tappa a Valvasone e si dice abbia dormito nella famosa sala bianca. Da allora termina il mondo antico legato ai conti e la giurisdizione feudale viene abolita. Il Tagliamento aveva un ruolo molto importante nell’antichità; era navigabile e giungeva molto più vicino al castello rispetto a oggi. Era anche un importante punto di passaggio che poteva essere usato da viandanti e commercianti, ma anche da nemici e invasori. Per questo il castello era un importante punto di controllo del guado. Le prime testimonianze di questo edificio si hanno nel 1206. Nacque come struttura militare, sede dei nobili Sbroiavacca e poi Cucagana, difeso da un fossato pieno d’acqua e dal ponte levatoio. Di fronte al ponte c’era la loggia pubblica, mentre vicino alla porta delle ore fu scavato il pozzo comune. Ben presto attorno al castello, abitato dai nobili, si creò un vero e proprio borgo abitato, dove, sotto i portici vicino alla torre, c’erano anche le botteghe di alcuni artigiani e commercianti. Questo borgo era racchiuso da una cinta di mura e costeggiato dall’acqua della roggia di Stans. Il castello era nato da una prima torre che serviva da avvistamento per scopi di difesa. Esso è stato ampliato e modificato in varie fasi storiche, cosa che si può vedere anche dalla struttura poco omogenea (praticamente le modifiche si sono susseguite a partire dal 1300 fino al 1800 circa). La pianta è a forma circolare, simile a un anello, non ci sono però più quei ponti levatoi, le cinte merlate e le torri che ben caratterizzano un castello medievale. Rimane ancora il fossato, ora privo d’ acqua, e l’entrata avviene attraverso un’unica porta una torre nella quale vi è incastonata una grossa palla in pietra da catapulta. Un tempo c’era un mastio, una torre, alto quasi 18 metri; esso è stato demolito e poi portato all’altezza delle altre mura. Nel cortile interno, quasi circolare, c’è un pozzo. Prima di entrare in questo cortile, a sinistra, si vede un piccolo porticato, l’entrata d’onore degli appartamenti destinati agli ospiti importanti. All’interno del castello infatti c’è un teatrino di legno che risale al XVIII secolo. Era situato in una sala dove avvenivano rappresentazioni teatrali e concerti musicali per la famiglia di nobili, che avevano un palco riservato a loro ed ai loro importanti ospiti. Risalgono al XIX secolo gli affreschi che si trovano nei saloni del castello. Vengono chiamati “cineserie” perché sono pitture che richiamano mondi lontani e alcuni raffigurano le campagne in Egitto di Napoleone. All’interno del castello c’è un’enorme cucina con focolare, dalla struttura tipica friulana, e una chiesetta con altare che era la cappella privata dei conti. Si dice che in una di queste sale abbia dormito Napoleone, la sala bianca, dopo la battaglia del 1797. Il castello è legato anche a molte leggende. Alcuni dicono che ci siano molti cunicoli sotterranei che collegano il castello, ad esempio, alla chiesetta di San Pietro, ed alla chiesetta di Santa Margherita in Arzene e addirittura ad altri posti misteriosi. Si narra, inoltre, che durante l’invasione dei Turchi in Friuli nel 1499, un contessa, che abitava il castello, avesse sedotto il comandante dei turchi e che questa si incontrasse fuori dal castello sempre utilizzando questi misteriosi passaggi segreti. Per questo motivo, si dice, il castello venne risparmiato dall’orda turca. Molto affascinanti sono le cantine del castello, le cavane, ricoperte da archi in cotto. Prima del prosciugamento del fossato le barche riuscivano, attraverso alcuni percorsi d’acqua dal Tagliamento, ad arrivare fino alle cavane e ad attraccare. Un tempo nella Piazza Castello si trovava l’antico borgo. All’ingresso del borgo c’era un ponte levatoio che proteggeva l’entrata. La piazza, prima dell’entrata, era un punto di sosta e di mercato dove si fermava la gente che andava o veniva dal guado o da e verso Spilimbergo. Dalla metà del XVI secolo si ricavò una vasta piazza dalla distruzione delle case del borgo e nel XVII secolo fu costruito il Palazzo del Conte Eugenio di Valvasone, proprio di fronte al castello. Nella piazza fu scavato un pozzo comune (a Valvasone sono visibili tre pozzi; uno in Piazza Castello, uno all’interno del castello e uno nel cortile dell’antico palazzo Fortuni che risale al XIV secolo); la parte decorata in ferro battuto risale al XVIII secolo. Molti affreschi si trovano sui muri dei palazzi della piazza, databili alla fine del XIV secolo agli inizi del XV secolo. La casetta vicino al pozzo ha un’interessante terrazzina con due poggioli che terminanti con due bellissime teste di leone databili agli inizi del XVI secolo. Qui, sul muro del porticato dietro al pozzo, c’è una meridiana recante un’iscrizione in latino: “Nihil tempore pretiosus”, che significa: “Nulla è più prezioso del tempo”. Proprio accanto al castello sorgono due palazzi che erano gli antichi magazzini e stalle dello stesso. In questi edifici si possono notare gli stemmi delle famiglie Valvasone e Cucagna, i nobili che governarono Valvasone e vissero nel castello.

Si ringrazia l’Associazione Medioevo a Valvasone per l’articolo e le foto.

Archivio:

 

Esterno del Castello di Valvasone. Esterno del Castello di Valvasone. Uno dei tanti antichi pozzi del Castello. Valvasone in una antica veduta. Affreschi Medievali del Castello. La locandina della manifestazione Medioevo a Valvasone 2010.