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I Paladini di re Carlo

La cavalleria pesante dell'esercito carolingio, tra la seconda metà dell’VIII secolo e la prima metà del successivo, indossava un elmo piuttosto semplice che lasciava scoperta la nuca. Buona parte del corpo era protetta da una "brunia" o “thorax”, ovvero una sorta di armatura, generalmente realizzata in pelle e ricoperta da scaglie metalliche, che proteggeva anche le spalle e parte delle braccia. La brunia era molto costosa. Il suo prezzo corrispondeva a dodici mucche, più di quanto servisse ad acquistare un cavallo. Con il passare del tempo la brunia subì una notevole evoluzione, diventando sempre più simile a un usbergo ad aneli metallici. Il cavaliere era munito di lancia, arma comune tra i Carolingi, della lunghezza di due o tre metri. La spada era appesa alla cintura e costituiva il pezzo più costoso dell'intero equipaggiamento. Le migliori spade venivano fabbricate con tecniche raffinate nella regione della Renania. Per la sua forgiatura occorrevano all'incirca duecento ore di lavorazione e dai due ai trecento chili di carbone. Lo scudo dei cavalieri Carolingi era piuttosto piccolo, di forma rotonda e dall'umbone prominente, caratteristica del suo esercito. Il cavaliere indossava dei pantaloni di lino che erano avvolti sotto il ginocchio da fasce, spesso di cuoio, fino alla caviglia. La cavalcatura era munita di staffe.

Archivio:

 
 

Soldati carolingi nel Salterio di Stoccarda. Soldato carolingio. Guerrieri lotaringi su un manufatto dell'epoca. Elmo di Chamoson. Elmo a calotta da Niederrealta, Grigioni, Svizzera.